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Pozzolengo (in dialetto Poshòléng, in latino Puzolingi) paese situato sulle ultime ondulazioni
meridionali dell’anfiteatro morenico del Garda, al confine della provincia di Brescia con quella di Mantova e quella di Verona,
a quaranta chilometri a sud-est di Brescia e a sud di Sirmione.
Il territorio è bagnato soprattutto dalle acque del Redone e da altri canali
minori. È al centro dell’anfiteatro meridionale di colline moreniche lasciate
da un immenso ghiacciaio nella sua lenta ma continua ritirata.
Nei primi anni del terzo millennio conta ca. 3.000 abitanti.
Tra le frazioni: Rondotto, Mescolaro, Grilli; molte le cascine e i casolari sparsi nella campagna come Roveglia e Roveglia nuova, Nuova Fontana, Seriati,
Marangona, Zappaglia, Lugana di sopra e di sotto, Pirenei, Rovere, Tosini, Ceresa,
Cò bue di sotto e di sopra, Feliciana, Zappello, San Giacomo di sotto e di sopra,
Campagna bianca, Campagna mora, Volpina, Vestona, Quattro camini, Celadina nuova,
Selvello, Benedette, Prendaino di sopra e di sotto, Colombara Florio, Rotingo,
Gringià, Sacca, Colombara Brighenti, Martelosio, Campagnola, Poffe, Martello,
Vallicelle, Cismon, Mondotella, Ponticello. E inoltre Fenil Conter, Ponte del
Cantone, Monte Barbello, Monte dell’Ingrana, Bosco, Villa Belvedere.
Il territorio venne abitato fin dai tempi preistorici. Infatti ben 60 strumenti
in selce riferibili ad una stazione databile fra il mesolitico e l’età del bronzo
(conservati nel Museo Archeologico di Desenzano) vennero rinvenuti in tre campi
diversi nel 1979 presso l’ex Abbazia di San Vigilio.
Sembra che il primo agglomerato di abitazioni sia sorto intorno ad una mansio
romana che sorgeva sulla via Gallica. Come scrive Germano Cajola: “la strada si
snodava per la località San Giacomo passando vicino all’attuale Gozza che vorrebbe
significare Lagozza, in riferimento alle paludi che la circondavano”. Più tardi
un villaggio prese consistenza alla “Palada” o “Bolada” (dal germanico bally =
villaggio) intorno al Castelletto sul quale sarebbe sorta la prima fortificazione.
Il nucleo si sarebbe poi sviluppato nel luogo ove sorse la Chiesa di San Giuseppe.
Si ritiene invece che le prime edificazioni sul Monte Fluno del borgo fortificato
(denominato Castello) risalgano a prima dell’anno 1000, per difendere la popolazione
dalle scorrerie dei Magiari e degli Ungari.
Il primo importante rifacimento del borgo fortificato sul Monte Fluno però risale
alla seconda metà del XIII secolo, grazie all’aiuto della città di Brescia la
quale, riconoscente per la fedeltà di Pozzolengo nella lotta contro gli eserciti
di Federico II, concesse a Pozzolengo “l’immunità” il 23 dicembre 1253, come testimonia un documento
del Liber Potheris Comunis Brixie.
La trasformazione più cospicua, ascrivibile alla fine del XV- inizi del XVI secolo,
è tuttavia rappresentata dall’ampliamento della cinta verso Ovest che fece di
Pozzolengo, con quasi mq. 10.000 di superficie, il recinto fortificato più esteso
del Garda bresciano e uno dei maggiori dell’intera provincia.
L’intervento, che salvaguardò comunque la cortina occidentale antica, a ridosso
della quale sorsero diversi edifici residenziali, comportò il raddoppio dell’area
originaria, con la creazione a quota decisamente più bassa di un’altra zona murata,
recinta da una cortina guarnita da torri di vertice e mediane a pianta curvilinea.
Pozzolengo nel tempo si sviluppò e agli inizi del secolo XVII era uno dei paesi
più fiorenti della Riviera di Salò; gli abitanti in numero molto elevato si dedicavano
laboriosamente ad ogni attività. Ma nel 1630 questa prosperità doveva subire un
duro colpo. Infatti un grave problema apparve all’orizzonte: l’Imperatore d’Austria
Ferdinando II fece scendere in Italia gli Alemanni, capitanati dal feroce Conte
Rambaldo di Collalto i quali, dopo aver annientato a Goito le milizie veneziane
arrivarono a Peschiera che venne espugnata e saccheggiata. Quei barbari giunsero
infine sotto le mura del castello di Pozzolengo, dove gli abitanti si erano rifugiati.
L’assedio durò alcuni giorni e alla fine il coraggio dei pozzolenghesi ebbe la
meglio, il nemico viste le perdite e la tenacità dei difensori, abbandonò il colle
Fluno e si ritirò. Il Doge Nicolò Contareno con ducale del 14 giugno 1630 lodò
la valorosa operazione.
Attualmente il “Castello” sta conoscendo una fase di valorizzazione e di recupero grazie anche ai lavori di riqualificazione delle vie interne recentemente portati a termine dell’Amministrazione Comunale. All’interno è
ancora possibile notare ciò che resta dell’abside affrescata della Chiesa di San
Lorenzo del 1300 e le particolari torri a forma cilindrica, una delle quali venne
adibita, sin dal secolo XV, a torre campanaria, e grazie a questa destinazione
si è preservata quasi intatta. Anche le mura di cinta sono in un buono stato di
conservazione.
La Farisè nel suo libro “Castelli tipici della provincia di Brescia” scrisse:
“Particolarmente interessante nel territorio della Riviera è il Castello di Pozzolengo
…”
Bella ed imponente la Chiesa di San Lorenzo, Parrocchiale del 1510, subì consistenti
ampliamenti nel 1740, con la trasformazione a croce latina e l’aggiunta di una
cupola centrale: ne risultò una suggestiva costruzione con trentasei colonne cilindriche
sorrette da robusti piedistalli di pietra viva e con gli stupendi capitelli corinzi
lavorati nelle loro foglie e nelle volute. Al suo interno un pregevole organo
“Antegnati” del 1600 ed alcune tele di notevole spessore artistico del Brusasorci
e del Celesti. Anche per quest’altro storico edificio sono in atto sostanziali
lavori di recupero della facciata principale e di risistemazione della copertura.
Il centro storico del paese ospita altri quattro significativi edifici quali
il Palazzo Gelmetti (acquistato dall’Amministrazione Comunale agli inizi del ‘900
e da allora sede del Municipio), la Villa Albertini, il Palazzo Brighenti e la
residenza Piavoli.
Pozzolengo, come i paesi limitrofi, fu teatro delle battaglie risorgimentali.
In questi famosi luoghi si possono percorrere itinerari di incomparabile bellezza
che si snodano fra le colline moreniche gardesane di cui Pozzolengo è l’estrema
espressione, essendo l’ultima naturale balconata dell’anfiteatro morenico sulla
spianata ove si trova il cuore di questa bellissima e tranquilla terra a sud del
Lago di Garda che è la famosa zona viticola del “Lugana”, fino ad arrivare appunto
alle rive del Benaco.
Pozzolengo, il 28 agosto 1928, ha dato i natali a Ugo Mulas, uno dei più grandi
fotografi italiani, a cui verrà dedicata una piazza del Castello. Noto anche per
aver documentato, con immagini di incredibile suggestione, la Pop Art americana
degli anni ’60 e, negli anni ‘70, le sperimentazioni “Verifiche” che lo resero
noto a livello mondiale. Ugo Mulas giace a Pozzolengo.