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Situata nella piazza principale, la Colonna Veneta è sormontata dal leone di San Marco a testimonianza del lungo periodo di governo veneto sulla città, iniziato nel 1441 e terminato nel 1796, con qualche intervallo.
Eretta nel 1555 la Torre Civica si erge sopra la città con la sua merlatura che risale però al XIX secolo. Ospitò il carcere maschile cittadino durante il dominio veneto. E’ dotata di tre campane intitolate ai Santi del borgo. L’orologio originale fu sostituito nel 1793 dall’attuale di cui si può ammirare dall’interno il meccanismo.
Esempio mirabile di architettura
barocca, la Basilica Minore fu costruita su progetto dell’architetto lonatese
Paolo Soratini. Notevoli
la cupola aerea e la facciata decorata con elementi marmorei. L’attuale chiesa
è
la terza ricostruzione, nel medesimo luogo e nel 1980 ricevette dal Papa
Giovanni Paolo II il titolo di Basilica Minore con gli annessi privilegi. E’
arricchita all’interno da decorazioni ad affresco, stucchi e pale d’altare
d’autori veneti, tra cui Balestra, Cignaroli e Licino.

La Rocca Visconteo-Veneta fu innalzata probabilmente intorno all’anno mille, quando in tutta la regione si erigevano fortificazioni contro le invasioni barbariche, fu radicalmente ristrutturata dai Visconti, signori di Milano, nel secoli XIV e XV. Passata, assieme alla città, sotto la dominazione dei Gonzaga di Mantova nel 1426 e poi della Repubblica di Venezia dal 1441 fino al 1797 (tranne il breve periodo in cui tornarono i Gonzaga), la rocca fu venduta nel 1827 dal demanio austriaco a privati che ne demolirono le caserme e trasformarono la superficie sia interna che esterna in terreni coltivabili. Dichiarata monumento nazionale nel 1912 e acquistata nel 1920 dal senatore Ugo Da Como, dal 1996 ospita una sale per convegni e conferenze e il Museo civico ornitologico. La collezione di uccelli impagliati “Gustavo Adolfo Carlotto” è una delle più importanti d’Italia ed è stata riunita nei primi del ‘900. E’ composta da circa 700 esemplari ottimamente conservati, che presentano in maniera pressoché completa l’avifauna italiana. Gli esemplari sono raggruppati in dodici grandi vetrine secondo gli ambienti di appartenenza della specie.
Orario d'apertura
- settembre - giugno: sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30
alle 18.30
(visite infra-settimanali su appuntamento)
- luglio - agosto: tutti
i giorni
Per gruppi e scolaresche su prenotazione tutti i giorni
Pieve Romanica di S. Zeno (solo visita esterna)
La
pieve, dedicata a San Zeno, sorge su un colle isolato che costituiva il centro
dell’antico insediamento di Lonato del Garda, originatosi probabilmente dalla
presenza di una villa rustica romana nella piana antistante. E’ la chiesa più
antica di Lonato del Garda e una delle più preziose, costruita in arenaria
grigia magistralmente squadrata. Ricostruita nel XII secolo sui resti della
primitiva chiesa dedicata al santo veronese probabilmente risalente al V secolo,
conserva di originale l’abside romanica e all’interno tracce di affreschi
altomediovali.
Fornaci Romane (Visita su prenotazione)
A sud di Lonato, lungo la via Castiglione, si trova il sito “Fornace dei Gorghi”, dove recentemente sono state rinvenute sei fornaci romane. Una di queste, a pianta circolare, restaurata e musealizzata è costituita da una camera di combustione realizzata con la tecnica detta “a sacco” in gettate di ciottoli legati da malta. Esse sembrano testimoniare la presenza di un complesso artigianale importante, risalente al I-II secolo d.C., che ha probabilmente fornito materiale edile per l’edificazione di numerosi edifici e ville romane presenti nel territorio limitrofo.

La Casa del Podestà che ospita la Fondazione Ugo da Como è una della case museo italiane tra le meglio conservate e fu abitata sino al 1941 dal senatore bresciano Ugo Da Como che istituì l’omonima Fondazione dopo aver acquistato l’edificio, di origine quattrocentesca, nel 1906, commissionandone il restauro all’architetto Antonio Tagliaferri che la ridisegnò in forme neogotiche facendone il contenitore ideale entro cui poter raccogliere memorie legate al territorio lonatese e alla storia bresciana e creando al contempo un centro culturale che potesse sopravvivergli. I lavori, terminati nel 1909, riportarono l’antica dimora dei podestà veneti ad una condizione “originaria” . Le pareti esterne si arricchirono di suggestive decorazioni, di una grande quantità di stemmi nobiliari, bassorilievi in marmo e terracotta. Le vaste sale interne furono impreziosite da soffitti intagliati, monumentali camini e da alcuni affreschi posti su tela. La casa si completò con dipinti, mobili, sculture ed innumerevoli oggetti provenienti dai maggiori antiquari italiani. Il senatore non solo uomo politico, ma anche storico e studioso costituì a Lonato una Biblioteca ricchissima, di oltre 50.000 volumi tra cui rari esemplari del secolo XII, quattrocento incunaboli e manoscritti. Di notevole importanza si segnalano le lettere di Ugo Foscolo alla contessa Marzia Martinengo, scritte dal poeta durante il suo soggiorno bresciano. Tra le rarità della Biblioteca spicca la prima edizione (1807) dei Sepolcri con dedica autografa dell’autore alla nobildonna e l’edizione ottocentesca a stampa “più piccola del mondo” si tratta di una lettera di Galileo Galilei.
Orario d'apertura
- tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30
Via Rocca, 2 - 25017 Lonato del Garda
Tel./Fax +39.030.9130060
www.fondazioneugodacomo.it - info@fondazioneugodacomo.it