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La zona delle Colline Moreniche e del basso lago di Garda è caratterizzata da
un grande patrimonio naturale, storico, culturale ed enogastronomico.
L'uomo nel corso della storia si è inserito nel contesto naturale con attività
non invasive lasciando che si sviluppasse, anche grazie al clima dolce, la vegetazione
che varia dalla macchia mediterranea alla flora alpina. Macchie di bosco e pianori,
laghetti e risorgive, campagne mosse e ordinati filari.
Sono immensi e apprezzati a livello internazionale i parchi naturali istituiti
in questa zona, tra cui citiamo il Parco-Giardino Sigurtà e il Parco Alto Garda
Bresciano.
Immersi in questo suggestivo scenario sorgono diverse località più o meno vicine
alle splendide acque del Lago di Garda che soprattutto negli ultimi anni hanno
intensificato il loro impegno nell'ambito del turismo attraverso la valorizzazione
delle bellezze naturali e artistiche.
Per quanto riguarda il divertimento poi è impossibile rimanere delusi, fioriscono
infatti i parchi acquatici, il più famoso è CanevaWorld, e i parchi-divertimento
come il celebre Gardaland e l'innovativo Movieland.
La definizione Colline Moreniche del Garda indica un territorio ben riconoscibile, chiaramente distinto, e collocato a forma di “Teatro” attorno al palcoscenico del basso lago di Garda. In questo territorio compreso fra il fiume Chiese, l’Adige ed in mezzo il fiume Mincio, emissario del grande Benaco, si gode la vista di paesaggi dei più ricchi e vari.
In questo luogo ameno, la micro storia si è incontrata con la storia dell’Umanità;
sulla corona di colline che adornano il grande specchio d’acqua, gli insediamenti
umani hanno trovato collocazione da oltre quattromila anni sviluppando una propria
cultura, differenziandosi dalla vicina Civiltà di Remedello. Collocata sulle colline
tra il Mincio ed il Chiese fu detta la Cultura di Polada; mentre ad occidente
del territorio morenico gli insediamenti di popolazioni Cenomani hanno occupato
le terre bresciane ed a oriente gli Euganei hanno preso possesso delle terre veronesi
fino al Mincio, sembra che i “Morenici” abbiano attinto dalle vicine popolazioni
alcuni elementi culturali, fondendoli con altre influenze: orientali e nordiche,
sviluppando così un’autonoma forma culturale.
Gli Etruschi, i Galli, i Celti e i Romani, le orde Barbariche da Attila ai Longobardi, poi dai Carolingi agli Scaligeri passando attraverso l’esperienza Comunale indipendente, i Visconti, i Gonzaga, fino agli Asburgici, sono state fasi importanti della storia locale. La repubblica di Venezia, Napoleone Bonaparte ed altri Imperatori compresi infine, i Savoia, sono stati frequentatori delle Colline Moreniche del Garda e, dopo la battaglia di Solferino e San Martino di centocinquanta anni fa, le colline sono diventate meta di un pellegrinaggio continuo di gente di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa da tutto il mondo, soprattutto nell’ultimo mezzo secolo di storia.
Queste terre, che il tempo ha addolcito in sinuose forme ondulate, sono terre per vitigni e produzione di frutta dalla qualità eccelsa per la ricchezza e molteplicità di minerali presenti nel suolo. Il ghiacciaio, che le ha spinte, impastandole, durante un periodo di circa due milioni di anni, ritirandosi durante i periodi interglaciali e riprendendo poi la spinta in successive glaciazioni, fino all’ultima cosiddetta glaciazione di Weurm conclusasi circa quindicimila anni fa, ha generato la ricchezza del suolo e la diversità tipologica del paesaggio, che il sommo poeta Virgilio decanta quando scrive delle terre del padre nella IX Egloga; e duemila anni or sono le colline erano color verde “del più bel smeraldo”, un po’ come sono oggi grazie all’irrigazione artificiale e nonostante la forte urbanizzazione.
Un territorio unico e vario nel suo arco “teatrale”, dove l’acqua o la sua assenza
ha caratterizzato le differenti tipologie. Dalle componenti territoriali dipende
quindi la peculiarità di alcuni vini: il Lugana in primis, vitigno millenario,
prodotto in quella piana sedimentale di limi in sospensione nel bacino lacustre
frontale al ghiacciaio in dissolvimento e a seguire il Groppello, il Custoza e
il Bardolino.
Questa unicità territoriale necessita di una tutela intelligente.
(estratto da un testo del Prof. Luigi Lonardi)