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Brescia , soprannominata la "Leonessa d'Italia", è una città di circa 190.000
abitanti dell'Italia settentrionale, capoluogo dell'omonima provincia lombarda.
La città è ubicata allo sbocco della Val Trompia, ai piedi del Monte Maddalena
e del Colle Cidneo, sul quale si trova il Castello di Brescia.
Il territorio è in maggior parte pianeggiante, tuttavia bisogna ricordare che
tutto il versante sud del Monte Maddalena (compresa la cima) ricade nel territorio
comunale, così che Brescia abbia un'escursione altimetrica di 770 metri.
Il toponimo Brescia appare inizialmente su trattati veneti e nasce dalla probabile
venetizzazione del lombardo Brèsa o Brèssa, a sua volta derivante dal longobardo
Brexia, che a sua volta trae origine dal nome romano della città, denominata da
Augusto come Colonia Civica Augusta Brixia..
Il nome latino Brixia (e anche la variante greca Βρηξία) è ben documentato in
epoca classica (Catullo, Livio, Plinio il Vecchio ed altri). Viene fatto solitamente
risalire al termine celtico *brik/*brig (sommità, colle, altura) con vari riscontri
in altre aree di influenza celtica (Bressa in Gallia, Brexa in Spagna, Bressanone).
Anche nel dialetto locale il termine bréc significa sentiero ripido e sconnesso.
Alla città fu dato l'appellativo Leonessa d'Italia da Giosuè Carducci che volle
renderle omaggio per la valorosa resistenza contro gli oppressori austro-ungarici
durante l'insurrezione delle dieci giornate, nell'ode "Alla vittoria tra le rovine
del tempio di Vespasiano in Brescia" nelle "Odi barbare". Benchè la fortuna e
la diffusione nel tempo di tale appellativo lo si debba al Carducci, fu tuttavia
Aleardo Aleardi, che nei suoi "Canti Patrii" definì per primo Brescia "Leonessa
d'Italia".
Monumenti d'arte e luoghi d'interesse
Piazza Loggia, il complesso architettonico più omogeneo della città ed esempio di piazza rinascimentale
chiusa; l'edificio principale è "la Loggia", oggi palazzo del Comune, iniziato
nel 1492 sotto la direzione di Filippino de' Grassi. Il lato meridionale è definito
dalla cortina del "Monte di Pietà", detto anche "Loggetta". Per proteggere le
botteghe in legno sulla sinistra della piazza dai frequenti incendi, nel XIV secolo
è stata costruita una parete in muratura utilizzando anche pietre di origine romana
ritrovate negli scavi per le fondamenta. In questa piazza il 28 maggio 1974 si
è consumata la drammatica quanto triste Strage di Piazza della Loggia.
Piazza della Vittoria è un complesso urbanistico ed architettonico realizzato negli anni '30 del XX
secolo che si ispira a quella parte del razionalismo in architettura di ispirazione
fascista tipica dell'architetto Piacentini. Per realizzare la piazza venne demolita
un'intera area del medievale quartiere Carmine, che al tempo si estendeva fin
lì (e che in precedenza era posizione della Curia ducis, sede di re Longobardi
e luogo dove soggiornò l'Imperatore del Sacro Romano Impero), privando il centro
storico, a parere di molti, di gran parte del suo sapore antico e caratteristico.
In compenso, si costruì una nuova piazza in alternativa a Piazza Loggia e a Piazza
Paolo VI. Qui furono edificati i nuovi edifici che attualmente ospitano, tra l'altro,
la sede centrale delle Poste e il parcheggio sotterraneo per auto centrale della
città.
Nella piazza Paolo VI (storicamente Piazza Duomo) si trovano:
Duomo vecchio o Rotonda eretto nell'XI secolo contiene varie opere di Palma il giovane, del Moretto,
del Romanino. Lo stesso edificio rappresenta un perfetto simbolo dell'architettura
romanica;
Duomo Nuovo anch'esso ricco di opere artistiche come la rinascimentale "Arca dei SS. Apollonio
e Filastrio" del 1710 e la cupola, calcolata come la terza più grande d'Italia
dopo quella della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze e quella di San
Pietro a Roma;
Broletto, antico palazzo comunale, con la Torre del Popolo (detta Pegol) e la Loggia
delle grida (ricostruzione ottocentesca);
La Piazza del Foro è il più rilevante complesso con resti d'epoca romana di tutta la Lombardia,
con gli imponenti avanzi del Capitolium, dell'adiacente teatro, del Foro stesso
e poco più a sud, in piazzetta Labus, i resti della Basilica, i cui elementi architettonici
di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite
sulle rovine stesse;
Il Monastero di San Salvatore o di Santa Giulia: la basilica di "San Salvatore" è un esempio dell'architettura altomedioevale
dell'Italia settentrionale; il complesso è inoltre sede del Museo della città,
all'interno del quale si possono trovare numerose opere d'arte della storia bresciana,
fra cui la Vittoria Alata e la Croce di Desiderio. Il monastero fu, secondo la
tradizione, il rifugio di Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio, ripudiata
da Carlo Magno prima della sua discesa nella penisola ed è, per questo motivo,
anche un'ambientazione dell'Adelchi di Alessandro Manzoni;
La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presenta una mirabile facciata, progettata dall'architetto Giovanni Antonio Amadeo
e da lui realizzata con aiuti, con finissime decorazioni a bassorilievo, cui verso
il 1500 si aggiunge il peristilio: 16 scultori collaborano alle decorazioni interne
ed esterne, tra cui Antonio Della Porta da Osteno (sul lago di Lugano), detto
il Tamagnino, nipote dell'Amadeo.
La Chiesa di San Francesco d'Assisi, romanico-gotica, la cui facciata a capanna in pietra grezza, tripartita da
lesene con un ampio rosone, anticipa l'interno a tre navate coperte da un tetto
a capriate: nel paliotto dell'altar maggiore un bassorilievo marmoreo rappresentante
"il Presepio" porta i caratteri della scuola dell'Amadeo. Sugli altari rinascimentali
sono conservate importanti opere della Scuola bresciana: di Alessandro Bonvicino,
detto il Moretto la pala di Santa Margherita tra San Girolamo e San Francesco,
datata 1530 (prima cappella a destra); di Girolamo Romanino l'affresco della Pentecoste
o discesa dello Spirito Santo, e, nel presbiterio, la pala della Madonna e Santi
francescani (Francesco d'Assisi, Antonio da Padova, Bonaventura, Ludovico da Tolosa
e Bernardino da Siena), tra i quali è raffigurato il committente, il generale
dell'Ordine francescano Francesco Sanson. Gli affreschi nella cappella della Santissima
Trinità sono di Giovan Francesco Gaggini da Bissone.
Nell'ex Chiesa di Santa Chiara, datati al 1739 sono conservatio gli affreschi di Giovan Francesco Gaggini,
tra cui spiccano Santa Chiara in Gloria, la Speranza e San Francesco d'Assisi
in adorazione della Santissima Trinità e Santi, dipinto nel medaglione verso l'ingresso.
La Chiesa dei Santi Nazaro e Celso: la pala d'altare è il Polittico Averoldi di Tiziano Vecellio. La facciata è
in perfetto stile neoclassico ed è adornata da numerose statue marmoree di pregevole
fattura, anche se la sua posizione lungo lo stretto Corso Giacomo Matteotti ne
sacrifica in parte l'effettiva maestosità. Per grado di importanza, si colloca
al secondo posto dopo il Duomo;
La piccola Chiesa del Buon Pastore;
La Chiesa di San Clemente, con molti dipinti del Moretto, la cui posizione fra i silenziosi vicoli della
Brescia romana ne valorizza la sacralità e la spiritualità;
La Chiesa di San Giovanni, con la "Cappella del Sacramento" per metà affrescata dal Moretto e per metà
da Girolamo Romanino;
Sulla volta dello scalone di palazzo Suardi a Santa Maria Calchera, tra i soggetti
profani dipinti da Giovanni Francesco Gaggini si segnalano la Verità scoperta dal Tempo dipinta nel 1737 sia gli affreschi degli scaloni di palazzo Pontoglio e gli affreschi di palazzo Rossa;
In Corsetto Sant'Agata sulla volta del piano terra del Palazzetto Lechi Giovan
Francesco Gaggini dipinge una figura allegorica con uno scettro nella mano sinistra
e tre corone nella destra;
La Stazione ferroviaria è una costruzione in stile neoclassico con elementi neoromanici, edificata nel
1854;
Nonostante la nomea di città prettamente industriale, Brescia ha una forte impronta
storico artistica e a testimonianza di ciò sono i numerosi musei attivi e i centri
culturali che la città offre:
• Museo di Santa Giulia
• Museo Diocesano di Brescia
• Collezione Arte e Spiritualità
• Museo del Risorgimento di Brescia
• Pinacoteca Tosio Martinengo
• Capitolium
• Museo delle Armi Luigi Marzoli
• Museo chitarristico degli strumenti musicali e della liuteria bresciana
• Museo della Mille Miglia
• Museo Nazionale della Fotografia di Brescia
• Museo di Fotografia Ken Damy
• Biblioteca Queriniana
• Museo di Scienze Naturali

Nella città gli studenti universitari sono circa 25.000 e le strutture universitarie sono molteplici: Università degli studi di Brescia con 4 facoltà (Giurisprudenza, Economia e Commercio, Medicina e Chirurgia, Ingegneria), Università Cattolica del Sacro Cuore con 6 facoltà (di cui 5 afferenti alla sede di Milano, una afferente a Brescia), LABA - Libera Accademia di belle arti , NABA - Nuova Accademia di belle arti ,Accademia di Santa Giulia.
EVENTI
Negli ultimi anni Brescia ha conosciuto una spinta culturale: il centro di tale
opera è certamente il rinnovato Museo di Santa Giulia. All'interno di tale ampio
complesso si trovano:
• reperti dell'età del Bronzo;
• le domus dell'Ortaglia, resti di un complesso di domus romane, ancora da portare
alla luce nella loro interezza (circa 1000 m²);
• la basilica longobarda di San Salvatore;
• l'oratorio romanico di Santa Maria in Solario;
• la cinquecentesca Chiesa di Santa Giulia;
• testimonianze dell'età veneta.
Tra alcune mostre temporanee tenute al museo si ricorda:
• Il futuro dei longobardi (2001);
• Vincenzo Foppa - Un protagonista del Rinascimento (2003);
• Monet, la Senna, le ninfee (2004-2005);
• Gauguin-Van Gogh. L'avventura del colore nuovo (2005-2006);
• Millet. Sessanta capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston (2005-2006).
• Turner e gli impressionisti. La grande Storia del paesaggio moderno in Europa
(2006-2007)
• Mondrian (2006-2007)
• America! Pittura dal nuovo mondo (2007-2008)
• Van Gogh - I disegni (2008-2009)
Altre mostre sono state organizzate in altre sedi espositive:
• Impressionisti francesi, italiani, europei (Palazzo Tosio-Martinengo);
COME ARRIVARE
La città è attraversata dall'Autostrada A4, che la collega a Torino, Milano,
Bergamo, Verona, Venezia e Trieste, ed è punto terminale dell'Autostrada A21,
che la collega a Cremona, Piacenza e nuovamente Torino con un percorso più meridionale
rispetto alla A4. La città è servita dai caselli autostradali di Brescia Ovest,
Brescia Centro e Brescia Est sulla A4 e dai caselli Brescia Centro e Brescia Sud
sulla A21.
Brescia è facilmente raggiungibile anche grazie alla linea ferroviaria Milano
– Venezia.